Se mi ami, non amarmi...

dott.ssa Angela Guadagno

Il titolo di questo articolo è anche il titolo di un libro di un noto psicoterapeuta, Mony Elkaim, il quale mi ha ispirato alcune riflessioni sui rapporti di coppia e sul comportamento paradossale degli esseri umani.

È possibile secondo voi chiedere ad una persona qualcosa e contemporaneamente anche il suo esatto opposto? È possibile che le persone vivano dentro di sé e rispetto agli altri delle aspettative reciprocamente contrastanti?

Si può chiedere la botte piena ed aspettarsi la moglie ubriaca?

È ciò che fanno tantissime persone, che passano una vita intera alla ricerca di ciò che credono sia impossibile da trovare. Un po’ come se uscissimo il sabato pomeriggio appositamente per comperare quelle scarpe che non vendono più dal lontano 1980.

È questa un’autocondanna all’infelicità?

Amanda era una ragazza innamorata dell’amore. Era l’idea dell’amore assoluto, perfetto, dolce, e appassionato che albergava nella sua testa e nei suoi pensieri. Credeva che la felicità dipendesse dalla fortuna di incontrare tra tanti quel volto dell’amore, anche se di cosi perfetti ne aveva incontrati solo nelle fiabe e nei film.

Amanda allora andava ricercando ardentemente, ciò che credeva impossibile e fiabesco. Andava alla ricerca di ciò che per lei era considerata una chimera.

La vita, infatti, le aveva insegnato tutt’altro. Le aveva insegnato che i principi azzurri non esistono, che l’amore non è perfetto, che l’amore non dura per sempre, che l’amore fa soffrire, che le persone tradiscono, che quella felicità tanto agognata non esiste.

Amanda viveva in un paradosso, dal quale non riusciva ad uscire, un tortuoso labirinto. Voleva la felicità, ma era convinta che la felicità non esistesse. Un conflitto fortissimo che la rendeva infelice.

Lungo la strada allora aveva incontrato uno dopo l’altro quei volti che credeva fossero quelli dell’amore, quello vero, quello giusto, ma poi nessuno di essi si rivelava tale, perché l’amore vero non esiste.

Amanda chiedeva a tutti quei volti di amarla più che potevano, fino allo stremo delle proprie forze ma alla fine chiedeva quell’amore, proprio alle persone che la rendevano ancor più bisognosa d’amore, che confermavano quella sua disperata consapevolezza, che la felicità non esiste.

Al primo appuntamento, il suo biglietto da visita aveva sopra stampata la frase “Se mi ami, non amarmi”.

Questa semplice fiaba, vuole significare quello che spesso si verifica nei conflitti di coppia.

Ad esempio: La moglie chiede al marito di essere più amorevole ed affettuoso, e il marito le nega quella richiesta. Allo stesso tempo la moglie in base alle sue esperienze passate crede che gli uomini non possano essere amorevoli ed affettuosi, quindi il marito non fa altro che confermare le sue aspettative sugli uomini.

All’altro arriva un messaggio paradossale e confondente, quello di voler essere amati, e quello di non poter essere amati allo stesso tempo.

Si resta così bloccati ed incastrati in una relazione che non possiamo cambiare e che ci autocondanna. Si chiede all’altro di assolvere a due compiti contrastanti contemporaneamente; quello di confermare la propria opinione sul mondo e sulle persone e quello di soddisfare la nostra voglia di cambiamento.

Vi è mai capitato di trovarvi in una situazione del genere nelle vostre relazioni di coppia?

 

 

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