Se il lavoro minaccia l'intimità di coppia. Strategie per proteggerla

dott.ssa Angela Guadagno
Sovente, quando sentiamo parlare d'intimità le prime associazioni mentali che siamo soliti fare sono: relazione di coppia e sesso.
È tuttavia troppo riduttivo limitare l’intimità tra due persone alla sfera della sessualità. Due persone possono avere rapporti sessuali ma non essere intime, al contrario può esistere un tipo di intimità tra due persone che non hanno attrazione reciproca.
Mi piace descrivere l’intimità come qualcosa che incide fortemente sulla sessualità di una coppia, e non viceversa.
Possiamo definire l’intimità direttamente proporzionale alla fiducia in un rapporto.
L’intimità infatti implica la disponibilità e la fiducia del partner ad aprirsi all’altro, e ad aspettarsi una risposta empatica in cambio.
Intimità significa complicità, parlare lo stesso linguaggio, il sentire che il partner non viene da un pianeta diverso del nostro.
Intimità significa arrivare a pronunciare la frase "Questa persona mi capisce davvero, come nessun altra"; perché mi conosce profondamente, sa che cosa mi piace e cosa no, conosce il mio sistema di valori e di priorità.
Non fraintendiamo! Essere intimi, non significa avere le stesse idee ed opinioni in tutto, significa però riuscire a capire l’altro nonostante si abbia un punto di vista differente.
La vera intimità si raggiunge quando ci sentiamo liberi di esprimerci con il partener senza dover ogni volta spiegare o giustificarci, quando sentiamo di poter mostrare la nostra vulnerabilità e che l’altro è pronto ad accoglierla e non a prendere il sopravvento.
Raggiungere l’intimità in coppia, implica anche un forte grado di rischio, perché significa mostrare all’altro le nostre parti più vulnerabili e dunque esporci all’eventualità che l’altro ci deluda.
L’intimità prevede la considerazione dell’altro come la nostra figura di attaccamento, colui o colei al quale fare riferimento nei momenti di difficoltà, che ci fornisce un senso di protezione e ci consente un’amplificazione del sé, ovvero ci permette di crescere come persone, esplorando nuove realtà, perché ci dona forza e ci incoraggia verso nuove sfide. L’intimità riguarda anche, però  la condivisione con l’altro di interessi comuni e di una condizione comune, ciò che prende il termine di affiliazione.
L’intimità, dunque, non è un punto di partenza per le coppie, bensì un punto di arrivo. Una conquista non facile da raggiungere e difficile da salvaguardare.
In alcune coppie questa intimità viene raggiunta dopo pochi mesi o anni, altre non la raggiungono mai, anche dopo venti anni di matrimonio; altri ancora la perdono a causa di cambiamenti che incidono negativamente sul rapporto di coppia.
Parlando di cambiamenti che incidono sull’intimità di coppia, uno dei più comuni riguarda il lavoro di uno o di entrambe i partner.
Il lavoro può assorbire molte energie di uno dei due partner, e rappresentare una vera e propria “cultura” dalla quale l’altro partner può sentirsi escluso. L’escluso può sentire di aver perso potere all’interno della coppia, che non c’è più connessione tra di loro, che quella persona è diversa, non è più la stessa nei suoi confronti. Questo può portare ad un conflitto e ad una crisi di coppia, in cui la persona “esclusa” si pone in una posizione di “demanding” (richiesta, bisogno di attenzione e vicinanza) rispetto all’altro, e l’altro tende sempre di più a ritirarsi nei suoi interessi lavorativi.
A questo punto la persona richiedente potrebbe mettere in atto in modo inconscio, ovvero non intenzionale, delle strategie per se stessa dannose, che potrebbero riportare l’attenzione del partener fuggitivo all'interno coppia. Queste strategie sono molte spesso drastiche, come ad esempio iniziare una relazione etra-coniugale e farsi scoprire, avere scoppi di ira, sparire ogni tanto da casa, cominciare a bere molto. Insomma, strategie che non sempre ottengono l’effetto sperato, ovvero quello di riavvicinare il partener, tantomeno di riaccendere la fiamma dell’intimità.
Il messaggio però che si vuole inviare al partner in questo modo, è che si ha il potere di abbandonarlo, proprio come lui sta già facendo con noi, estraniandosi con il lavoro.
Molto spesso la persona minacciata in questo caso, si trova di fronte ad un dilemma paradossale.
Da un lato il lavoro è un impegno che fornisce alla famiglia il denaro per vivere, dunque è un impegno per la famiglia, dall’altro il troppo investimento emotivo nel lavoro, può diminuire l’investimento emotivo sulla coppia. Insomma, trovare un equilibrio giusto non è facile, ma è necessario, nelle coppie che hanno perso per questo motivo l’intimità, e che si trovano sull’orlo di un precipizio.
Il segreto per riprendersi la propria intimità, potrebbe essere quello di ritrovare, alle volte con l’aiuto di un terapeuta di coppia, uno spazio e un tempo intorno al quale la coppia possa mettere le barriere al mondo esterno e dedicarsi solo a se stessa.
Uno spazio dove la vita lavorativa non deve entrare ed interferire in alcun modo; dove ad esempio è vietato lamentarsi del lavoro o usare il cellulare per lavoro. In questo modo i coniugi sentiranno di reinvestire il proprio attaccamento sull’altro.
 
 
 
 
 
 
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