Migliora il tuo apprendimento con la metacognizione

dott.ssa Angela Guadagno
La parola “apprendimento” è una di quelle parole che nella vita ci diventano familiari molto presto, sin dai primi giorni di scuola; tuttavia poche persone conoscono esattamente quali sono i processi coinvolti nell’apprendimento, quali sono i fattori esterni ed interni all’individuo che ne influenzano l’efficacia, quali strategie possiamo utilizzare per migliorarlo a scuola, come nel lavoro o in altri contesti di vita quotidiana.
L’apprendimento è un processo che implica l’acquisizione di nuove conoscenze che se avviene efficacemente provoca un cambiamento permanente nel modo di operare del soggetto. Possiamo distinguere tra un apprendimento di tipo passivo, che avviene in quanto ci troviamo coinvolti in determinati eventi nostro malgrado ed un apprendimento intenzionale, ovvero quello “faticoso” che effettuiamo quando a scuola dobbiamo imparare la storia, la geografia e la matematica o una lingua straniera.
Apprendiamo grazie alla nostra intelligenza che racchiude le nostre funzioni cognitive quali la memoria, il ragionamento, il pensiero, l’attenzione. Esse però non sono le sole che garantiscono un buon apprendimento e soprattutto una buona performance alla tanto temuta interrogazione.
È importante tener di conto che esiste sempre uno scarto tra le potenzialità individuali e l’effettiva realizzazione di tali potenzialità. In soldoni, possedere una buona memoria, non garantisce una buona performance all’interrogazione di storia. Quante volte a scuola abbiamo sentito le insegnanti pronunciare la famosa frase “per le sue capacità, potrebbe fare molto di più”.
Pensare che l’intelligenza di un essere umano sia un elemento biologico statico ed immutabile cela uno stereotipo oramai antiquato e ingenera sia nei bambini che negli adulti un atteggiamento disfattista e demotivante.
L’intelligenza può essere trasmessa ed anche appresa.
Si può dunque “apprendere” ad “apprendere”? La risposta è affermativa. Gli psicologi per questo motivo sottolineano l’importanza dell’educazione metacognitiva.
Che cos’è la metacognizione?
Essa concerne sia la conoscenza che il singolo individuo ha del proprio funzionamento cognitivo; sia tutti quei meccanismi mentali che servono a regolare e controllare le funzioni cognitive di base (memoria, attenzione, pensiero ecc).
In pratica, ogni individuo dovrebbe conoscere quali sono i suoi pregi e le sue carenze cognitive. Può avere ad esempio una buona memoria visiva, oppure essere distratto; possedere un buon lessico, oppure essere veloce nei calcoli matematici. I meccanismi mentali di controllo e regolazione, invece, servono ad esempio a valutare il grado di difficoltà di un compito, a stabilire in che misura si hanno delle conoscenze relative a quel compito, a mettere in atto strategie adeguate alla risoluzione dello stesso e a verificare se l’attività intrapresa possa portare ai risultati che si intendevano raggiungere.
Dunque, la metacognizione concerne tutte quelle attività che permettono di guidare e regolare l’apprendimento quando dobbiamo risolvere un problema.
Ad influenzare questi meccanismi intervengono anche altri fattori della personalità individuale; uno dei principali è l’autostima.
Se valutiamo infatti le nostre abilità come positive e pensiamo che il successo all’interrogazione o all’esame dipendano dall’impegno che mettiamo nello studio, allora con ogni probabilità saremo più invogliati a studiare.
Quello che oggi gli psicologi consigliano, è di sviluppare un atteggiamento metacognitivo, ovvero sviluppare una propensione a riflettere sulla natura della propria attività cognitiva e a riconoscere la possibilità di gestirla attivamente e di migliorarla. Ciò diviene possibile attraverso l’utilizzo di veri e propri esercizi che favoriscono l’acquisizione di un metodo di studio adeguato alle caratteristiche individuali, valutabili attraverso questionari appositamente costruiti.
I beneficiari di questi programmi non sono solo i bambini normodotati ma anche bambini che presentano disturbi nella sfera dell’apprendimento o bambini che presentano un ritardo cognitivo.
Va senza dire che anche gli adulti possono beneficiare dell’educazione metacognitiva; ad oggi infatti molte aziende importanti utilizzano la metacognizione nei programmi di formazione dei propri dipendenti.
 
Cornoldi, C., Gruppo, M. T., & De Beni, R. (2015). Imparare a studiare: strategie, stili cognitivi, metacognizione e atteggiamenti nello studio. Edizioni Centro Studi Erickson.
Cornoldi, C., Tressoldi, P. E., Tretti, M. L., & Vio, C. (2010). Il primo strumento compensativo per un alunno con dislessia: un efficiente metodo di studio. Dislessia, 7(1), 77-87.
Cottini, L. (2006). La didattica metacognitiva. Università degli studi di Udine.
Feuerstein, R., Feuerstein, R. S., Falik, L. H., & Rand, Y. A. (2008). Il programma di arricchimento strumentale di Feuerstein. Fondamenti teorici e applicazioni pratiche. Edizioni Erickson.
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su Google+
  • Condividi su Twitter

Inserisci il tuo commento per Migliora il tuo apprendimento con la metacognizione

  • Nominativo (facoltativo)
  • email* (non verrà mai resa pubblica)
  • Commento

  • commenta

0 commento per Migliora il tuo apprendimento con la metacognizione