La psicoterapia contro l'invecchiamento

dott.ssa Angela Guadagno

I cattivi pensieri e l’umore negativo ad essi associato ci fanno invecchiare più in fretta e soprattutto male.

A spiegarcelo è un nuovo studio americano, della psichiatra Elissa Epel, della University of California, insieme a Elisabeth Blackburn, premio Nobel per la medicina.

Tecniche di meditazione e psicoterapia aiutano a ridurre lo stress cronico e dunque a ritardare l’invecchiamento.

 

“Mens sana in corpore sano” diceva il poeta latino Giovenale nel I secolo d.C.

Corpo e mente si influenzano a vicenda, una verità oramai diffusa anche tra i non esperti di medicina o di psicologia.

Avete sentito parlare dell’ormone dello stress?

Il famoso cortisolo è un ormone che viene prodotto dalle ghiandole surrenali in risposta all’ormone ipofisario ACTH e diffuso nel circolo sanguigno quando dobbiamo prepararci a reagire ad una situazione stressante. Lo stress è uno dei fattori predisponenti la maggior parte delle patologie fisiche.

L’ormone dello stress se viene prodotto in eccesso e per lunghi periodi (per più di sei mesi), riduce le difese immunitarie del nostro organismo e riduce la telomerasi, enzima in grado di riparare e riallungare i telomeri.

I telomeri sono le estremità protettive dei cromosomi (unità in cui il DNA si organizza per conservare l’informazione genetica e permettere la riproduzione cellulare), essi ad ogni riproduzione cellulare si riducono, e quando sono esauriti non permettono più la riproduzione delle cellule.

 

Come si spiega che i pensieri negativi accelerano l’invecchiamento cellulare?

Studi americani recenti della psichiatra Elissa Epel e del premio Nobel Elisabeth Blackburn, all’università della California, hanno mostrato che le persone con diagnosi di depressione tendono ad avere i telomeri più corti.

Nelle persone depresse ma anche in persone che sono spesso di cattivo umore e fanno pensieri negativi, è frequente una modalità di pensiero chiamata ruminazione. Queste persone ripensano sempre al passato, e sono intrappolate nei loro pensieri negativi, questi processi mentali inducono il loro organismo a produrre maggiore cortisolo che poi riduce la telomerasi.

La stessa cosa avviene anche nelle persone che hanno sempre un comportamento ostile nei confronti del prossimo, ovvero che pensano continuamente che gli altri abbiano cattive intenzioni nei loro confronti; oppure in persone che hanno sempre una visione negativa della vita e di se stessi (bassa autostima).

Un circolo vizioso insomma. I nostri pensieri possono farci invecchiare prima e male, quindi farci andare in contro a tante malattie che potremmo invece evitare.

Possiamo usare il pensiero per ritardare l’invecchiamento delle nostre cellule

Imparare ad elaborare i pensieri negativi, a gestire le emozioni e a controllare maggiormente la nostra attività psichica non facendoci dominare dai nostri cattivi pensieri e dunque dal pessimismo, ci aiuta a prolungare il nostro stato di benessere nel tempo, a rallentare l’invecchiamento e le malattie ad esso associate.

Meditazione e psicoterapia sembrano allora essere due tecniche utile a farci stare meglio con noi stessi, non solo da un punto di vista psicologico e relazionale ma influenzando e salvaguardando anche la nostra salute fisica.

 

 

 

 

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