La gelosia BUONA e la gelosia CATTIVA

dott.ssa Angela Guadagno
"Guardatevi dalla gelosia, signore. E’ un mostro dagli occhi verdi, che prima si diverte a giocare col cibo di cui si nutre. Beato quel becco che sa di esserlo e non ama colei che lo tradisce! Ma che vita dannata quella di chi ama e cova il dubbio, di chi sospetta e spasima d’amore"  scriveva William Shakespeare, nel suo Otello, una delle tragedie che meglio descrivono il sentimento della gelosia che si tramuta in tormento e follia.
Nell’immaginario comune vi sono pareri discordanti sulla gelosia nei rapporti di coppia, che derivano spesso dall’acquisizione di alcuni ragionamenti stereotipati. Vi sono persone infatti che considerano la gelosia come un’espressione d’amore e come un metro di misura essenziale per capire o meno quanto il partner tiene alla relazione; ve ne sono invece altre che hanno una concezione totalmente negativa della gelosia. La gelosia per queste ultime equivale unicamente al bisogno di possedere e dominare l’altro, e non ha niente a che vedere con l’amore.
A questo proposito, un po’ di chiarezza è necessaria. La gelosia è un sentimento complesso e con molte sfaccettature che può comportare sentimenti di rabbia, di perdita, di esclusione, dolore, indignazione ed offesa.
Se pensiamo alla possibilità che il partner possa tradirci e/o abbandonarci per un altro possibile contendente, proviamo in generale un sentimento di rabbia, ci sentiamo feriti ed offesi nel nostro orgoglio, sentiamo anche la paura di perdere la persona amata e ci sentiamo tristi all’idea che ciò stia avvenendo o possa avvenire.
Quando la gelosia è positiva è funzionale…
La gelosia è uno dei modi di esprimere e sperimentare l’amore per l’altro, e funge anche da “stabilizzatore” di coppia. La gelosia, infatti, indica l’intenzione di proteggere la relazione, per questo risulta fondamentale per mantenere la stabilità delle relazioni affettive.
 
Quando la gelosia ci destabilizza…
Solo in alcuni casi la gelosia diventa eccessiva e dunque patologica, associata in questo caso a comportamenti aggressivi e violenti verso l’oggetto di gelosia.
La gelosia è fortemente legata alla paura di essere abbandonati dalla figura amata, che può essere più forte nei casi in cui la persona non riesce a stabilire legami basati sulla fiducia, perché in passato ha già sperimentato l’abbandono da parte delle figure accudenti, e/o perché si lega a persone che non riescono a garantire a loro volta stabilità e sicurezza.
Non è facile valutare il confine tra gelosia patologica e gelosia funzionale, in quanto l’analisi di questo sentimento deve tener conto sempre del suo aspetto intersoggettivo.
Le relazioni non sono mai monodirezionali ma sempre circolari, per cui la gelosia è strettamente dipendente dalle dinamiche relazionali che la persona vive.
La gelosia cambia con il tempo e l’intensità della felicità di una relazione di coppia…
Uno studio cinese del 2016 ha valutato il sentimento di gelosia romantica in relazione a due fattori che sono lo stadio temporale di una relazione (inizio della relazione, relazione consolidata) e la felicità percepita all’interno di una relazione di coppia.
I ricercatori analizzando anche i circuiti cerebrali maggiormente coinvolti nella gelosia romantica e nella felicità di coppia, hanno trovato che i sentimenti e l’intensità della gelosia mutano al mutare della fase temporale di una relazione. Ovvero, mentre nella fase iniziale di una relazione di coppia (conoscenza) la gelosia esprime un desiderio (di ottenere ciò che non si possiede ancora), nelle relazioni consolidate la gelosia esprime una paura (di perdere ciò che si ha).
Inoltre sembrerebbe che più le persone sperimentino sentimenti di felicità all’interno della coppia, e più siano gelose del partner. Forse proprio in ragione di non voler perdere la felicità raggiunta.
La gelosia sarebbe associata dunque alla violazione di alcune aspettative sociali nella coppia, quella di vicinanza e quella di lealtà.
Quando la gelosia diventa patologica…
Due sono ad oggi le sindromi psicopatologiche più note associate alla gelosia.
La prima è conosciuta come delirio di gelosia o sindrome di Otello, dal nome del celebre personaggio della tragedia Shakespeariana.
Si tratta di un delirio paranoide, senza allucinazioni, che concerne solo la convinzione delirante che il partner sia infedele. Queste persone non mostrano dubbi circa l’infedeltà del partner e dunque non hanno bisogno di conferme.
La seconda accezione patologica è data dalla gelosia ossessiva. In questo caso, le persone sono attanagliate da un dubbio lacerante circa l’infedeltà del partner che non riescono a mettere a tacere. Possono per cui, trasformarsi in veri e propri detective full time, controllano tutto, telefono, abbigliamento, biancheria alla ricerca di segnali che possano smentire o confermare il proprio dubbio. In questo caso la sofferenza della persona è talmente forte, da fagocitare tutte le sue energie e da occupare gran parte del suo tempo.
 
 
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